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DOCUMENTAZIONE PARTE 4

Premessa: A seguito dei tre tentativi di conciliazione, mai onorati dalla presenza dell’azienda GIARDINA, al modo contestabile con il quale vengono fatte le indagini ed a delle risposte insoddisfacenti, da parte degli stessi inquirenti, voglio evidenziare il significato della parola garantismo (concezione politica e giuridica che attribuisce rilievo primario alle garanzie dei diritti e delle libertà individuali nei confronti dell’autorità dello stato). Garantismo che si sta applicando, contrariamente alla definizione di cui sopra, nei confronti dell’azienda in causa e probabilmente non solo.


A seguito della mia ennesima denuncia (allegato n.98), presente in questa 4^parte e nonostante tutte le mie accuse comprovate da documenti presenti nel mio blog, gli inquirenti, ignorando quanto già in loro possesso, stanno continuando a permettere all’azienda GIARDINA di continuare truffare, di continuare a non riconoscere le trasformazioni dei contratti a tempo indeterminato, di continuare ad utilizzare personale sommerso, di continuare con i pagamenti in nero e di continuare a non permettere le elezioni delle RSU. Concessioni che hanno il fine di garantire stabilità all’azienda GIARDINA e obbligata sottomissione nei confronti dei lavoratori. Non tralasciando, fatto estremamente grave, che la conseguenza nella certezza all’impunità dei colpevoli, proietta quest’ultimi ad azioni sempre più spavalde ed illegali. Tutta una serie di azioni che, a questo punto delle indagini, sono finalizzate alla tutela di coloro che, da sempre, hanno consentito tale attuazione e che ritengo corresponsabili nella mia eliminazione dall’organico aziendale, sin dal giorno in cui richiesi le elezioni delle RSU (giugno 2007). Mai smentita, da parte degli inquirenti, sulle molteplicità delle mie accuse. Smentite che, probabilmente, mai si concretizzeranno.

Da quanto appena detto, si potrebbe anche sospettare che, per il periodo in cui avverranno le fasi processuali, non verranno evidenziate le colpevolezze, le complicità e quant’altro. Tutte azioni che hanno permesso la messa in atto delle truffe e che, probabilmente, avranno la conseguenza di pilotare un processo di parte.


Anche la Magistratura, ma non solamente, sorvola sul fatto che il sottoscritto ed i lavoratori dell’azienda GIARDINA sono stati privati di gran parte dei diritti Costituzionali, le cui conseguenze hanno permesso e continuano a permettere la concretizzazione delle truffe. La stessa Magistratura che, durante il mese di luglio c.a.,  nel rispetto dei propri diritti, effettuava uno sciopero per opporsi a dei tagli ai loro stipendi. Diritti che i sindacati, per ovvi motivi, compiacenti con le aziende agricole, hanno privato e continuano a privare ai lavoratori del comparto.


Mi permetto di sottolineare, forte degli elementi acquisti durante la mia esperienza lavorativa in azienda e durante gli anni in cui ho seguito personalmente il modo ed i tempi con cui vengono fatte le indagini, che anche la Magistratura si rifiuta di agire negli interessi della giustizia rifiutandosi di evidenziare le colpevolezze (ho come la sensazione che, nonostante la ripetuta visione della moviola, pur rendendoci perfettamente conto che il pallone, dopo aver toccato la traversa, ha varcato la linea della porta, si vuol continuare a negarne l’evidenza). Mi permetto di sottolineare, soprattutto alla Magistratura, che questa vicenda non riguarda una semplice partita di pallone od un gioco in generale, ma l’esistenza di un lavoratore che credeva di confidare nella imparzialità della giustizia. Cosa che non mi sembra stia avvenendo.

Tutte conseguenze che persistono nel voler tenere ingabbiati, ad ogni costo, nell’illegalità e nella discriminazione, la categoria dei lavoratori agricoli della mia provincia e probabilmente di tutto il meridione. Garanzia ad un sistema che chiamerei paramafioso e che, negli anni, ha agito basandosi, soprattutto, sull’ignoranza e sulla paura dei lavoratori del comparto, in quanto consapevoli che si sarebbero scontrati con dei poteri che agiscono, impunemente, al di sopra delle stesse leggi. Pertanto il messaggio che traspare da questa vicenda consiste nel fatto che, probabilmente, per ottenere una regolare giustizia bisogna andare alla ricerca di soluzioni alternative (motivo per cui la messa in rete di tutta questa vicenda), in quanto anche le Istituzioni e non solo, stanno opponendosi a qualsiasi forma di garantismo. Io e tutti coloro che continuano a subire in silenzio, ne siamo l’esempio lampante.

Ritengo un privilegio, riservato a pochi, il consenso nella gestione illegale della propria impresa. Cosa che, nonostante quanto già accertato, continua ad essere concesso  all’azienda GIARDINA e, probabilmente, a quelle aziende ed imprese facenti parte di determinate lobby.


Anche l’INPS non ha ancora adottato, in questi ultimi tre anni, azioni nei confronti dell’azienda e di alcuni lavoratori, confermando, ulteriormente, quanto di sospetto denuncio. INPS che, in questi giorni, ha lanciato una campagna pubblicitaria, dove il Presidente dell’INPS nella persona del dott. Antonio MASTROPASQUA espone tutti i principi su cui l’INPS stessa basa il proprio impegno. Incomprensibile, pertanto, come mai le mie denuncie fondate sulla tutela dei diritti dei lavoratori e su come è stata realizzata una macro truffa ai danni dell’INPS stessa, dopo tre lunghi anni di continue denuncie scritte, tutto scivola nella totale indifferenza. Lascio a chi mi legge le eventuali valutazioni del caso.


Confermo, pertanto, per l’ennesima volta i miei antichi sospetti sull’illegale gestione di tutta questa vicenda, riservandomi la facoltà, una volta concluse le indagini, sempre se me ne sarà data l’opportunità, di sorvegliare sui provvedimenti messi in atto dalla Magistratura, sulle responsabilità connesse e sull’eco mediatico  che sarà attribuito a tutta questa vicenda. Quanto appena affermo è la consapevolezza di dare fastidio a quei “gruppi di potere che operano illecitamente (mafie)”, dei quali non conoscendone la moralità, nutro delle perplessità sulla mia incolumità e su quella dei componenti del mio nucleo familiare.


Da questa mia esperienza ribadisco che, nessuna valenza viene data a chi si rimette nelle mani della giustizia in quanto chi la gestisce ha la sfrontatezza, tutelando i colpevoli ed esponendo a seri pericoli chi denuncia, di sovvertirne impunemente il naturale corso. Nessun senso di vergogna nel tutelare coloro che si sono resi colpevoli di utilizzare, per proprio tornaconto, svariati milioni di euro di pubblica provenienza. Del resto la cronaca ci mostra, continuamente, che le istituzioni e la politica agiscono, spessissimo, per interessi privati, non disdegnando d’ ignorare chi confida nella giustizia.


Allegati dal numero 98 al numero 103

Allegato n. 98
Allegato n. 99
Allegato n. 100
Allegato n. 101
Allegato n. 102
Allegato n. 103
 
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